segunda-feira, 20 de maio de 2013

Es necesario orar con el corazón: el Papa el lunes en Santa Marta. Pope at Mass: Courageous, humble prayer can work wonders- Papst: „Wir brauchen starke, mutige und demütige Gebete". "Tudo é possível a quem acredita!" - o Papa Francisco na homilia da missa desta manhã. La preghiera fa miracoli, "ma - ha concluso Papa Francesco - dobbiamo crederlo.


Es necesario orar con el corazón: el Papa el lunes en Santa Marta



(RV).- (Audio) RealAudioMP3 Una oración valiente, humilde y fuerte cumple milagros: lo afirmó el Papa Francisco esta mañana en la Misa presidida en la Casa de Santa Marta. Este lunes estuvo presente otro grupo de empleados de Radio Vaticano, acompañados por nuestro director general, el p. Federico Lombardi.

La liturgia del día nos propone el pasaje del Evangelio en el que los discípulos no logran sanar a u ...»


Pope at Mass: Courageous, humble prayer can work wonders




(Vatican Radio) Courageous, humble and strong prayer can accomplish miracles: this was Pope Francis’ message at morning Mass in Casa Santa Marta. Emer McCarthy reports: RealAudioMP3


The Pope was commenting on Monday’s Gospel passage which recounts the disciples failure to heal a child; Jesus himself must intervene and laments the disbelief of those present. Responding to the child’s father’s pleas for help He says “everything is possible to one who has faith ". Pope Francis noted that often those who love Jesus don't risk much on believing in him nor entrust themselves completely to Him:


"But why this disbelief? I believe that it is [when] the heart will not open, when the heart is closed, when the heart wants to have everything under control".


It is a heart, then, that "does not open" and does no ...»

Papst: „Wir brauchen starke, mutige und demütige Gebete"



RealAudioMP3 Ein Gebet, das mit Mut, Demut und Inbrunst gehalten wird, kann Wunder bewirken. Das hat Papst Franziskus in seiner täglichen Morgenmesse in der Casa Santa Marta unterstrichen. In diesen Tagen nehmen Mitarbeiter von Radio Vatikan an den Messfeiern teil, darunter an diesem Montag dessen Direktor, Pater Federico Lombardi, sowie der Leiter der deutschsprachigen Redaktion, Pater Bernd Hagenkord.

Das Tagesevangelium spricht davon, dass es den Jüngern nicht gelingt, einen Jungen zu heilen; Jesus selbst muss die Heilung vornehmen und bemängelt den fehlenden Glauben der Anwesenden. Denn, so die Antwort für den verzweifelten Vater: Alles ist möglich für den, der glaubt.“ Papst Franziskus gab in seiner Predigt zu bedenken, dass auch, wer Jesus anhängt, manches Mal nicht genug in seinem Glaube ...»


Францішак: пакорная і адважная малітва чыніць цуды


RealAudioMP3 “Мужная, пакорная і моцная малітва чыніць цуды”, - сказаў папа Францішак 20 мая падчас ранішняй Эўхарыстыі у Доме св. Марты. У сваёй гаміліі Пантыфік паразважаў над евангельскім фрагментам у якім гаворка ішла пра няздольнасць вучняў Хрыста аздаравіць хлопца апанавана духам нематы. Езус быў занепакоены нявер’ем апосталаў, а бацьку хварога сказаў: “усё магчыма для таго, хто верыць”. “Але адкуль гэта нявер’е?”, - спытаў Папа і адразу назваў яго прычыну: “думаю, што менавіта ад сэрца, якое не адкрываецца, закрытага сэрца, якое хоча мець усё пад сваім кантролем”. Пантыфік нагадаў, што сам Езус у дадзеным кантэксце звяртаў увагу на важнасць малітвы, якая дапамагае чыніць цуды. “Малітва, у якой просім аб цудзе, аб незвычайнай з’яве – павінна быць малітвай, якая ахоплівае, якая ахоплівае на ...»

"Tudo é possível a quem acredita!" - o Papa Francisco na homilia da missa desta manhã.




Ouça aqui... RealAudioMP3

Como garante Jesus no Evangelho, é verdade que “tudo é possível a quem crê”: assegurou o Papa Francisco, nesta segunda-feira de manhã, na homilia da missa celebrada na capela da Casa de Santa Marta, com um numeroso grupo de jornalistas da Rádio Vaticano, incluindo os do nosso programa de língua portuguesa.
O Papa comentava o Evangelho do dia, com o caso de um jovem há muito anos em situação de grave mal-estar atribuído à possessão diabólica. O pai suplica a Jesus que intervenha: “Se podes fazer alguma coisa, tem piedade de nós e ajuda-nos!” “Tudo é possível a quem acredita” – responde Jesus. “Eu creio, ajuda a minha pouca fé” – responde, “em altos brados”, o pai. E o Senhor intervém, entregando-lhe o filho são e salvo. À parte, os discípulos interpelam Jesus: por que é qu
...»
 


La preghiera fa miracoli, "ma - ha concluso Papa Francesco - dobbiamo crederlo.


Messa del Papa a Santa Marta

La preghiera fa miracoli


I miracoli esistono ancora oggi. Ma per consentire al Signore di compierli c'è bisogno di una preghiera coraggiosa, capace di superare quel "qualcosa di incredulità" che alberga nel cuore di ogni uomo, anche se uomo di fede. Una preghiera soprattutto per coloro che soffrono a causa delle guerre, delle persecuzioni e di ogni altro dramma che scuote la società di oggi. Ma la preghiera deve "mettere carne al fuoco", cioè coinvolgere la nostra persona e impegnare tutta la nostra vita, per superare l'incredulità. È questa la raccomandazione affidata da Papa Francesco a quanti hanno partecipato alla messa celebrata questa mattina, lunedì 20 maggio, nella cappella della Domus Sanctae Marthae.
Nell'omelia il Pontefice ha svolto una riflessione sull'incredulità a partire dal racconto del vangelo di Marco (9, 14-29) su un giovane posseduto dallo spirito maligno e liberato da Cristo. "Non è la prima volta - ha detto il Santo Padre - che Gesù si lamenta dell'incredulità: O generazioni incredule! Tante volte l'ha detto"; e ha sofferto molto per questa incredulità verso le sue parole, il suo messaggio. "Gli volevano bene, la folla andava a salutarlo. Gli volevano bene ma fino a un certo punto. Non rischiavano troppo nella loro fede nei confronti di lui. Non rischiavano. E Gesù soffriva per questo, no? È forte quello che dice oggi: O generazione incredula, fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi?".
Il Papa ha poi notato che Gesù è serio nel suo rimprovero. Anzi, si rivolge deciso ai discepoli e chiede di portare il giovane posseduto davanti a lui. "Prende le cose in mano" e quando "Gesù prende le cose in mano, vanno bene". Ma come si fa perché il Signore prenda le cose in mano? Certo non è facile, proprio perché entra in gioco l'incredulità. "Ma perché questa incredulità?" si è chiesto ancora il Papa. "Tutti vedevano che Gesù faceva dei miracoli, tante cose belle. Le parole di Gesù erano tanto belle e arrivavano al cuore". Ed è proprio una questione di cuore: "Credo - ha infatti detto il vescovo di Roma - che sia proprio il cuore che non si apre, il cuore chiuso, il cuore che vuol avere tutto sotto controllo". Abbiamo "paura di fallire". Il Pontefice ha ricordato in proposito quanto avvenuto la domenica della risurrezione, "quando Gesù viene tra i suoi discepoli nel cenacolo. Luca dice: Era tanta la gioia che non potevano credere. Avevano paura che questa gioia fosse un sogno, fosse una fantasia, che non fosse Gesù...".
Tornando all'episodio evangelico, il Santo Padre ha riproposto la domanda dei discepoli che non erano riusciti a scacciare lo spirito maligno dal giovane: "Ma perché noi non abbiamo potuto cacciarlo? Questa specie di demoni, spiega Gesù, non si può cacciare in alcun modo se non con la preghiera". E il padre del fanciullo "ha detto: Credo Signore, aiuta la mia incredulità". La sua è stata "una preghiera forte; e questa preghiera, umile e forte, fa sì che Gesù possa fare il miracolo. La preghiera per chiedere un'azione straordinaria - ha spiegato il Pontefice - deve essere una preghiera che ci coinvolge tutti, come se impegnassimo tutta la nostra vita in quel senso. Nella preghiera bisogna mettere la carne al fuoco".
Il Pontefice ha poi raccontato un episodio avvenuto in Argentina: "Mi ricordo una cosa che è successa tre anni fa nel santuario di Luján". Una bambina di sette anni si era ammalata, ma i medici non trovavano la soluzione. Andava peggiorando sempre, sino a quando, una sera, i medici dissero che non c'era più niente da fare e che le rimanevano poche ore di vita. "Il papà, che era un elettricista, un uomo di fede, è diventato come pazzo. E spinto da quella pazzia ha preso il bus ed è andato al santuario di Luján, due ore e mezzo di bus, a settanta chilometri di distanza. È arrivato alle nove di sera e ha trovato tutto chiuso. E lui ha cominciato a pregare con le mani aggrappate al cancello di ferro. Pregava e piangeva. Così è rimasto tutta la notte. Quest'uomo lottava con Dio. Lottava proprio con Dio per la guarigione della sua fanciulla. Poi alle sei di mattina è andato al terminal e ha preso il bus. È arrivato all'ospedale alle nove, più o meno. Ha trovato la moglie che piangeva e ha pensato al peggio: cosa è successo? Non capisco. Cosa è successo? Sono venuti i dottori, gli ha risposto la moglie, e mi hanno detto che la febbre è scomparsa, respira bene, non c'è niente... La terranno ancora solo due giorni. Ma non capiscono quello che è successo. E questo - ha commentato il Papa - succede ancora. I miracoli ci sono. Ma serve la preghiera! Una preghiera coraggiosa, che lotta per arrivare a quel miracolo, non quelle preghiere per cortesia: Ah, io pregherò per te! Poi un Pater Noster, un'Ave Maria e mi dimentico. No! Ci vuole una preghiera coraggiosa, come quella di Abramo che lottava con il Signore per salvare la città; come quella di Mosè che pregava con le mani in alto e si stancava pregando il Signore; come quella di tanta gente che ha fede e con la fede prega, prega".
La preghiera fa miracoli, "ma - ha concluso Papa Francesco - dobbiamo crederlo. Io penso che noi possiamo fare una bella preghiera, non una preghiera per cortesia, ma una preghiera con il cuore, e dirgli oggi per tutta la giornata: Credo Signore! Aiuta la mia incredulità. Tutti noi abbiamo nel cuore qualcosa di incredulità. Diciamo al Signore: Credo, credo! Tu puoi! Aiuta la mia incredulità. E quando ci chiedono di pregare per tanta gente che soffre nelle guerre, nelle loro condizioni di rifugiati, in tutti questi drammi preghiamo, ma con il cuore, e diciamo: Signore, fallo. Credo, Signore. Ma aiuta la mia incredulità".
Tra i presenti alla messa, un gruppo di dipendenti della Radio Vaticana, guidati dal direttore padre Federico Lombardi, e i dipendenti dell'Ufficio sistemi informatici del Governatorato.


(©L'Osservatore Romano 20-21 maggio 2013)

domingo, 19 de maio de 2013

Pape François : La nouveauté nous fait toujours un peu peur. Novidade, harmonia e missão: Papa Francisco na homilia da Eucaristia de Pentecostes na Praça de São Pedro . Papa Francesco nella Messa di Pentecoste: no a particolarismi e cammini paralleli alla Chiesa, affidatevi allo Spirito Santo . Pope at Pentecost: Newness, harmony and mission .Папа перад “Regina Caeli” падзякаваў свецкім рухам за прысутнасць у святкаваннях Пяцідзесятніцы .Papst zu Pfingsten: Heiliger Geist bedeutet Neuheit, Harmonie und Mission. Angela Merkel beim Papst

Pape François : La nouveauté nous fait toujours un peu peur



C’est devant plus de 200.000 fidèles que le Pape a présidé dimanche 19 mai la messe de Pentecôte avec surtout la participation des mouvements, communautés nouvelles et associations laïques de l'Eglise. François a pris tout son temps pour saluer la foule rassemblée non seulement à la Place Saint Pierre mais aussi le long de l’Avenue de la Conciliazione qui mène à la Place Saint Pierre.
Au cours de la prière de Regina Caeli, François n’a pas manqué de remercier tous ces mouvements, communautés nouvelles et associations laïques venus de Rome et des quatre coins du monde qui sont, selon le pape, un don et une richesse pour l’Eglise. Il leur a demandé de porter toujours la force de l’Evangile, de ne pas avoir peur, d’avoir la joie et la passion de la communion de l’Eglise. Le Pape n’a pa ...»

Papst zu Pfingsten: Heiliger Geist bedeutet Neuheit, Harmonie und Mission. Angela Merkel beim Papst


RealAudioMP3 In seiner Predigt zu Pfingsten hat sich Papst Franziskus an diesem Sonntagvormittag mit der Apostelgeschichte (2,1-11) und besonders mit dem Wirken des Heiligen Geistes befasst. Die Messe feierte Papst Franziskus auf dem Petersplatz und der davorliegenden Via della Conciliazione gemeinsam mit mehr als 200 000 Gläubigen aus den neuen geistlichen Gemeinschaften. Im Zusammenhang mit dem Wirken des Heiligen Geistes betonte Franziskus vor allem drei Dinge: Neuheit, Harmonie und Mission.

Zunächst fasste Franziskus noch einmal zusammen, was in der Apostelgeschichte erzählt wird: Die Apostel waren in Jerusalem versammelt, als plötzlich ein Brausen vom Himmel her kam und das Haus erfüllte; dann ließen sich „Zungen wie von Feuer“ auf den Aposteln nieder. Im Geist und im Herzen wurden die Aposte
...»

Die Chemie scheint zu stimmen: Bundeskanzlerin Angela Merkel (CDU) und Papst Franziskus
Angela Merkel beim Papst

RealAudioMP3 Papst Franziskus hat am Samstag die deutsche Bundeskanzlerin Angela Merkel in Audienz empfangen. Für die CDU-Politikerin, die sich im September um eine Wiederwahl als Regierungschefin bemüht, war es schon die zweite Begegnung mit dem neuen Papst. Merkel, die Tochter eines protestantischen Pfarrers ist, hatte bereits Mitte März an der Amtseinführung von Franziskus auf dem Petersplat ...»

Папа перад “Regina Caeli” падзякаваў свецкім рухам за прысутнасць у святкаваннях Пяцідзесятніцы


RealAudioMP3 19 мая, перад малітвай “Regina Caeli”, Папа падзякаваў прадстаўнікам свецкіх рухаў, новых супольнасцяў, асацыяцый і аб'яднанняў за перажыванне нанава Спаслання Духа Святога, свята якое пачалося 18 мая малітоўным чуваннем. Пантыфік таксама нагадаў жыхароў італьянскага рэгіёну Эмілія- Раманья, якія год таму пацярпелі ад землятрасу, а таксама добраахвотнікаў, якія клапоцяцца пра людзей хворых на рака. “Дарагія браты і сёстры- прывітаў Папа вернікаў прысутных на плошчы св. Пятра- падыходзіць да канца гэтае свята веры, якое пачалося ўчора малітоўным чуваннем і завершылася Эўхарыстыяй сёння раніцай. Гэта новае Спасланне Духа Святога, якое ператварыла плошчу св.Пятра ў Вячэрнік пад адкрытым небам. Мы нанава перажывалі досвед раняшняга Касцёла, аб'яднаўшыся на малітве з Марыяй, Маці Езуса. (Дзе ...»

Pope at Pentecost: Newness, harmony and mission



(Vatican Radio) Below the official English language translation of Pope Francis’ homily at Mass for the Feast of Pentecost with New Movements:
Dear Brothers and Sisters,

Today we contemplate and re-live in the liturgy the outpouring of the Holy Spirit sent by the risen Christ upon his Church; an event of grace which filled the Upper Room in Jerusalem and then spread throughout the world.

But what happened on that day, so distant from us and yet so close as to touch the very depths of our hearts? Luke gives us the answer in the passage of the Acts of the Apostles which we have heard (2:1-11). The evangelist brings us back to Jerusalem, to the Upper Room where the apostles were gathered. The first element which draws our attention is the sound which suddenly came from heaven “like the rush of a violent wind”, and filled the house; then the “tongues as of fire” which divided and came to rest on each of the apostles. Sound and tongues of fire: these are clear, concrete signs which touch the apostles not only from without but also within: deep in their minds and hearts. As a result, “all of them were filled with the Holy Spirit”, who unleashed his irresistible power with amazing consequences: they all “began to speak in different languages, as the Spirit gave them ability”. A completely unexpected scene opens up before our eyes: a great crowd gathers, astonished because each one heard the apostles speaking in his own language. They all experience something new, something which had never happened before: “We hear them, each of us, speaking our own language”. And what is it that they are they speaking about? “God’s deeds of power”.

In the light of this passage from Acts, I would like to reflect on three words linked to the working of the Holy Spirit: newness, harmony and mission.

1. Newness always makes us a bit fearful, because we feel more secure if we have everything under control, if we are the ones who build, programme and plan our lives in accordance with our own ideas, our own comfort, our own preferences. This is also the case when it comes to God. Often we follow him, we accept him, but only up to a certain point. It is hard to abandon ourselves to him with complete trust, allowing the Holy Spirit to be the soul and guide of our lives in our every decision. We fear that God may force us to strike out on new paths and leave behind our all too narrow, closed and selfish horizons in order to become open to his own. Yet throughout the history of salvation, whenever God reveals himself, he brings newness and change, and demands our complete trust: Noah, mocked by all, builds an ark and is saved; Abram leaves his land with only a promise in hand; Moses stands up to the might of Pharaoh and leads his people to freedom; the apostles, huddled fearfully in the Upper Room, go forth with courage to proclaim the Gospel. This is not a question of novelty for novelty’s sake, the search for something new to relieve our boredom, as is so often the case in our own day. The newness which God brings into our life is something that actually brings fulfilment, that gives true joy, true serenity, because God loves us and desires only our good. Let us ask ourselves: Are we open to “God’s surprises”? Or are we closed and fearful before the newness of the Holy Spirit? Do we have the courage to strike out along the new paths which God’s newness sets before us, or do we resist, barricaded in transient structures which have lost their capacity for openness to what is new?

2. A second thought: the Holy Spirit would appear to create disorder in the Church, since he brings the diversity of charisms and gifts; yet all this, by his working, is a great source of wealth, for the Holy Spirit is the Spirit of unity, which does not mean uniformity, but which leads everything back to harmony. In the Church, it is the Holy Spirit who creates harmony. One of Fathers of the Church has an expression which I love: the Holy Spirit himself is harmony – “Ipse harmonia est”. Only the Spirit can awaken diversity, plurality and multiplicity, while at the same time building unity. Here too, when we are the ones who try to create diversity and close ourselves up in what makes us different and other, we bring division. When we are the ones who want to build unity in accordance with our human plans, we end up creating uniformity, standardization. But if instead we let ourselve be guided by the Spirit, richness, variety and diversity never become a source of conflict, because he impels us to experience variety within the communion of the Church. Journeying together in the Church, under the guidance of her pastors who possess a special charism and ministry, is a sign of the working of the Holy Spirit. Having a sense of the Church is something fundamental for every Christian, every community and every movement. It is the Church which brings Christ to me, and me to Christ; parallel journeys are dangerous! When we venture beyond (proagon) the Church’s teaching and community, and do not remain in them, we are not one with the God of Jesus Christ (cf. 2 Jn 9). So let us ask ourselves: Am I open to the harmony of the Holy Spirit, overcoming every form of exclusivity? Do I let myself be guided by him, living in the Church and with the Church?

3. A final point. The older theologians used to say that the soul is a kind of sailboat, the Holy Spirit is the wind which fills its sails and drives it forward, and the gusts of wind are the gifts of the Spirit. Lacking his impulse and his grace, we do not go forward. The Holy Spirit draws us into the mystery of the living God and saves us from the threat of a Church which is gnostic and self-referential, closed in on herself; he impels us to open the doors and go forth to proclaim and bear witness to the good news of the Gospel, to communicate the joy of faith, the encounter with Christ. The Holy Spirit is the soul of mission. The events that took place in Jerusalem almost two thousand years ago are not something far removed from us; they are events which affect us and become a lived experience in each of us. The Pentecost of the Upper Room in Jerusalem is the beginning, a beginning which endures. The Holy Spirit is the supreme gift of the risen Christ to his apostles, yet he wants that gift to reach everyone. As we heard in the Gospel, Jesus says: “I will ask the Father, and he will give you another Advocate to remain with you forever” (Jn 14:16). It is the Paraclete Spirit, the “Comforter”, who grants us the courage to take to the streets of the world, bringing the Gospel! The Holy Spirit makes us look to the horizon and drive us to the very outskirts of existence in order to proclaim life in Jesus Christ. Let us ask ourselves: do we tend to stay closed in on ourselves, on our group, or do we let the Holy Spirit open us to mission?

Today’s liturgy is a great prayer which the Church, in union with Jesus, raises up to the Father, asking him to renew the outpouring of the Holy Spirit. May each of us, and every group and movement, in the harmony of the Church, cry out to the Father and implore this gift. Today too, as at her origins, the Church, in union with Mary, cries out:“Veni, Sancte Spiritus! Come Holy Spirit, fill the hearts of your faithful, and kindle in them the fire of your love!” Amen.



Text from page http://en.radiovaticana.va/news/2013/05/19/pope_at_pentecost:_newness,_harmony_and_mission/en1-693563
of the Vatican Radio website

Papa Francesco nella Messa di Pentecoste: no a particolarismi e cammini paralleli alla Chiesa, affidatevi allo Spirito Santo



Vincere la paura, rinunciare a schemi e sicurezze, per aprirsi agli orizzonti di Dio. E dire no a particolarismi, esclusivismi, cammini paralleli che portano divisioni. Così Papa Francesco nell’omelia della Messa di Pentecoste, celebrata questa mattina in una piazza San Pietro gremita dai pellegrini di movimenti, nuove comunità, associazioni, aggregazioni laicali di tutto il mondo, giunti a Roma in occasione dell’Anno della Fede. 70 tra cardinali e vescovi e 400 sacerdoti hanno concelebrato la liturgia. Il servizio di Roberta Gisotti:RealAudioMP3

Novità, armonia, missione: tre parole che esprimono l’azione dello Spirito Santo, che “sprigiona il suo dinamismo irresistibile, con esiti sorprendenti”. Così Papa Francesco riflettendo sulla “effusione dello Spirito Santo operata da Cristo risorto sulla sua Chiesa”.
“Un evento di grazia che ha riempito il cenacolo di Gerusalemme per espandersi al mondo intero”.
Gli apostoli nel Cenacolo a Gerusalemme “colpiti nella mente e nel cuore” da “segni precisi e concreti”, un fragore improvviso dal cielo, quasi un vento impetuoso e lingue infuocate che si posano su di loro, vengono colmati di Spirito Santo, cominciano a parlare alla folla, in altre lingue dalla loro, delle grandi opere di Dio. Tutti fanno un’esperienza nuova. Ma noi siamo pronti a questa novità?
“La novità ci fa sempre un po’ di paura, perché ci sentiamo più sicuri se abbiamo tutto sotto controllo, se siamo noi a costruire, a programmare, a progettare la nostra vita secondo i nostri schemi, le nostre sicurezze, i nostri gusti”.
“E questo avviene anche con Dio. - ha osservato il Papa - “Lo seguiamo, lo accogliamo ma fino a un certo punto; ci è difficile abbandonarci a Lui con piena fiducia, lasciando che sia lo Spirito Santo l’anima, la guida della nostra vita, in tutte le scelte”:
“Abbiamo paura che Dio ci faccia percorrere strade nuove, ci faccia uscire dal nostro orizzonte spesso limitato, chiuso, egoista, per aprirci ai suoi orizzonti”.
Ma “la novità che Dio porta nella nostra vita è ciò che veramente ci realizza, - ha ricordato Francesco - ciò che ci dona la vera gioia, la vera serenità, perché Dio ci ama e vuole solo il nostro bene”.
“Non è la novità per la novità, la ricerca del nuovo per superare la noia, come avviene spesso nel nostro tempo”.
Da qui l’interrogativo:
“Siamo aperti alle 'sorprese di Dio'? O ci chiudiamo, con paura, alla novità dello Spirito Santo? Siamo coraggiosi per andare per le nuove strade che la novità di Dio ci offre o ci difendiamo, chiusi in strutture caduche che hanno perso la capacità di accoglienza? Queste domande, ci farà bene, anche, farle durante tutta la giornata".
E se lo Spirito Santo sembra creare disordine nella Chiesa, portando diversità dei carismi, dei doni, tutto ciò “sotto la sua azione – ha spiegato il Papa - è una grande ricchezza, perché lo Spirito Santo è lo Spirito di unità, che non significa uniformità”, ma armonia. Ma solo lui può operare in tal modo.
“Anche qui, quando siamo noi a voler fare la diversità e ci chiudiamo nei nostri particolarismi, nei nostri esclusivismi, portiamo la divisione; e quando siamo noi a voler fare l’unità secondo i nostri disegni umani, finiamo per portare l’uniformità, l’omologazione.”
“Il camminare insieme, guidati dai pastori, che hanno uno speciale carisma e ministero, è un segno dell’azione dello Spirito Santo”, ha ricordato Francesco ai fedeli dei movimenti e associazioni e comunità di tutto il mondo.
“E’ la Chiesa che mi porta Cristo e mi porta a Cristo; i cammini paralleli sono tanto pericolosi!”.
Quindi il monito: “Non ci si avventura oltre la dottrina e la Comunità ecclesiale”.
“Chiediamoci allora: sono aperto all’armonia dello Spirito Santo, superando ogni esclusivismo? Mi faccio guidare da Lui vivendo nella Chiesa e con la Chiesa?”.
E, lo Spirito Santo è anche “l’anima della missione”:
“Lo Spirito Santo ci fa entrare nel mistero del Dio vivente e ci salva dal pericolo di una Chiesa gnostica e di una Chiesa autoreferenziale, chiusa nel suo recinto”.
“La Pentecoste del Cenacolo di Gerusalemme è l’inizio, un inizio che si prolunga”, ha concluso Francesco con un ultima domanda:

“Chiediamoci se abbiamo la tendenza di chiuderci in noi stessi, nel nostro gruppo, o se lasciamo che lo Spirito Santo ci apra alla missione. Ricordiamo, oggi, queste tre parole: novità, armonia, missione".



Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/Articolo.asp?c=693543
del sito Radio Vaticana

Novidade, harmonia e missão: Papa Francisco na homilia da Eucaristia de Pentecostes na Praça de São Pedro



Ouça aqui... RealAudioMP3

Imensa a multidão participa, neste domingo de Pentecostes, na Praça de São Pedro, a Missa presidida pelo Papa Francisco, com mais de 200 mil peregrinos de variados movimentos e realidades eclesiais, provenientes de tantos países do mundo. Uma grande diversidade de línguas, povos e nações, irmanados na unidade da fé da Igreja. A iniciativa deste encontro partiu do Conselho Pontifício para a Nova Evangelização, no âmbito do Ano da Fé, desejado por Bento XVI.
Novidade, harmonia e missão foram os três aspectos da acção do Espírito sublinhados pelo Papa na homilia.
“A novidade causa sempre um pouco de medo, porque nos sentimos mais seguros se temos tudo sob controle, se somos nós a construir, programar, projectar a nossa vida de acordo com os nossos esquemas, as nossas seguranças, os nossos gostos. E isto verifica-se também quando se trata de Deus.”
Muitas vezes – sublinhou o Papa - seguimos e acolhemos Deus só até certo ponto; sentimos dificuldade em abandonar-nos a Ele com plena confiança, deixando que o Espírito Santo seja a alma, o guia da nossa vida, em todas as decisões. “Temos medo que Deus nos faça seguir novas estradas, faça sair do nosso horizonte frequentemente limitado, fechado, egoísta, para nos abrir aos seus horizontes. Mas, em toda a história da salvação, quando Deus Se revela traz novidade, transforma e pede para confiar totalmente n’Ele”.
Não se trata – esclareceu o Papa - de seguir a novidade pela novidade, a busca de coisas novas para se vencer o tédio, como sucede muitas vezes no nosso tempo. A novidade que Deus traz à nossa vida é verdadeiramente o que nos realiza, o que nos dá a verdadeira alegria, a verdadeira serenidade, porque Deus nos ama e quer apenas o nosso bem. Perguntemo-nos a nós mesmos: “Permanecemos abertos às «surpresas de Deus»? Ou fechamo-nos, com medo, à novidade do Espírito Santo? Mostramo-nos corajosos para seguir as novas estradas que a novidade de Deus nos oferece, ou pomo-nos à defesa fechando-nos em estruturas caducas que perderam a capacidade de acolhimento?”
Passando ao segundo ponto – a harmonia, o Papa Francisco observou que “à primeira vista o Espírito Santo parece criar desordem na Igreja, porque traz a diversidade dos carismas, dos dons. Mas não. Sob a sua acção, tudo isso é uma grande riqueza, porque o Espírito Santo é o Espírito de unidade, que não significa uniformidade, mas a recondução do todo à harmonia. Quem faz a harmonia na Igreja é o Espírito Santo… Só Ele pode suscitar a diversidade, a pluralidade, a multiplicidade e, ao mesmo tempo, realizar a unidade.”
“Quando somos nós a querer fazer a diversidade fechando-nos nos nossos particularismos, nos nossos exclusivismos (observou o Papa), trazemos a divisão; e quando somos nós a querer fazer a unidade segundo os nossos desígnios humanos, acabamos por trazer a uniformidade, a homogeneização. Se, pelo contrário, nos deixamos guiar pelo Espírito, a riqueza, a variedade, a diversidade nunca dão origem ao conflito, porque Ele nos impele a viver a variedade na comunhão da Igreja”. E aqui o Papa deixou uma advertência contra o risco de abandonar a comunidade eclesial para seguir “caminhos paralelos”: “O caminhar juntos na Igreja, guiados pelos Pastores – que para isso têm um carisma e ministério especial – é sinal da acção do Espírito Santo; uma característica fundamental para cada cristão, cada comunidade, cada movimento é a eclesialidade”.
Finalmente, sobre a missão, Francisco recordou que “os teólogos antigos diziam: a alma é uma espécie de barca à vela; o Espírito Santo é o vento que sopra na vela, impelindo-a para a frente; os impulsos e incentivos do vento são os dons do Espírito. Sem o seu incentivo, sem a sua graça, não vamos para a frente. O Espírito Santo – insistiu - faz-nos entrar no mistério do Deus vivo e salva-nos do perigo de uma Igreja gnóstica e de uma Igreja auto-referencial, fechada no seu recinto; impele-nos a abrir as portas e sair para anunciar e testemunhar a vida boa do Evangelho, para comunicar a alegria da fé, do encontro com Cristo.” “O Espírito Santo é a alma da missão. O sucedido em Jerusalém, há quase dois mil anos, não é um facto distante de nós, mas um facto que nos alcança e se torna experiência viva em cada um de nós… É o Espírito Paráclito, o «Consolador», que dá a coragem de levar o Evangelho pelas estradas do mundo! O Espírito Santo ergue o nosso olhar para o horizonte e impele-nos para as periferias da existência a fim de anunciar a vida de Jesus Cristo. Perguntemo-nos, se tendemos a fechar-nos em nós mesmos, no nosso grupo, ou se deixamos que o Espírito Santo nos abra à missão.”No final da Eucaristia do Domingo de Pentecostes o Papa Francisco recitou a oração do Regina Caeli e dirigiu-se a todos os Movimentos, Associações e Comunidades eclesiais que durantes os dias de Sábado e Domingo celebraram na Praça de São Pedro a Festa do Pentecostes. O Santo Padre referiu-se mesmo a um Cenáculo ao ar livre que reviveu a experiência da Igreja nascente em oração com Maria Mãe de Jesus, também na diversidade dos carismas.

" Revivemos a experiência da Igreja nascente, em oração com Maria, Mãe de Jesus. Também nós, na variedade dos carismas, experimentamos a belezaz da unidade, de ser uma coisa só. E isto é obra do Espirito Santo, que cria sempre de novo a unidade da Igreja."

O Santo Padre agradeceu a todos os que participaram nas celebrações do fim-de-semana, Vigília e Eucaristia, agradecendo sobretudo aqueles que que vieram a Roma vindos de tantas partes do mundo. "Levai a força do Evangelho! Tende sempre a alegria e a paixão pela comunhão na Igreja! Que o Senhor esteja sempre convosco e que a Nossa Senhora vos proteja!"

sexta-feira, 17 de maio de 2013

Papa Francisco: "O problema não é sermos pecadores mas não deixarmo-nos transformar pelo amor de Cristo". Le Pape encourage les Oeuvres Pontificales Missionnaires. Francisco y su devoción por la Virgen que desata los nudos . Papa Francesco alle Pom: non siate evangelizzatori tristi ma impazienti di portare la gioia di Cristo. Pope Francis calls Movements to Rome for Pentecost Vigil.

Pope Francis calls Movements to Rome for Pentecost Vigil
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(Vatican Radio) “The Year of Faith is placing Jesus Christ at the very center of the New Evangelization and we see the mission taking place and given life through so many of these different Movements, through their particular ministries and outreaches, they are proclaiming the Good News of Jesus Christ” says New Jersey native and Official at the Pontifical Council for Promoting New Evangelization, Fr. Gino Sylva.

This weekend tens of thousands of men, women and children descend on the Vatican to celebrate the Pentecost Vigil together with Pope Francis. Echoing similar celebrations that took place with his predecessors Blessed John Paul II and Benedict XVI, the Holy Father has called the New Movements and Ecclesial Communities to Rome to invoke the Holy Spirit upon them and their continue
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Papa Francesco alle Pom: non siate evangelizzatori tristi ma impazienti di portare la gioia di Cristo


Mi siete particolarmente cari” perché mi aiutate a tenere vivo l’impegno dell’evangelizzazione nel mondo. È l’apprezzamento che Papa Francesco ha rivolto alle Pontificie Opere Missionarie, i cui responsabili – presenti a Roma per l’annuale Assemblea generale – sono stati ricevuti questa mattina in udienza in Vaticano. Per la Chiesa, ha detto il Papa, portare Cristo ovunque “non è una missione facoltativa ma essenziale”. Il servizio di Alessandro De Carolis:RealAudioMP3

Annunciare il Vangelo è un “onore”, una “responsabilità” e un “dovere”. Tra i confini di queste tre parole Paolo VI tracciò circa 50 anni fa il campo d’azione delle Pontificie opere Missionarie (Pom). Papa Francesco, ricordando questa convinzione di Papa Montini, ribadisce di tenere in particolare considerazione il lavoro apostolic
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Francisco y su devoción por la Virgen que desata los nudos

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(RV).- La devoción de 'la Virgen que desata los nudos' cada vez es más extendida por todo el mundo, pero sobre todo el Argentina, donde precisamente llegó de la mano del Papa Francisco. Durante su estancia en Alemania, la conoció y la quiso llevar a su querido país. Hablamos en Roma con el padre argentino Juan Ramón Celeiro quien ha creado una novena y diferentes escritos en honor a la Virgen que desata los nudos.

"La actual se devoción se debe al Papa Francisco, cuando él estuvo en Alemania entabló un vínculo de cariño y se llevó unas estampas. La gente comenzó a sentir que Dios respondía a sus súplicas através de esta imagen", comenta el Padre Celeiro. Además en la entrevista habla de lo que significa esta devoción para los argentinos y cómo es la imagen. RealAudioMP3

(MZ-RV)

Le Pape encourage les Oeuvres Pontificales Missionnaires

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Le Pape s’est adressé vendredi matin à l’une des institutions les plus importante pour l’Eglise et sa mission : les Œuvres Pontificales Missionnaires. Elles ont pour objectif commun de « promouvoir l’esprit missionnaire universel au sein du Peuple de Dieu ».

Elles reposent sur quatre piliers : faire connaitre la vie des chrétiens sur tous les continents, prier en communion avec les Eglises du monde, harmoniser les forces missionnaires, partager financièrement avec les Eglises les plus démunies.

En pleine année de la Foi où la nouvelle évangélisation est au cœur des attentions de l’Eglise, François leur a adressé des paroles d’encouragement et de reconnaissance.

Compte rendu d' Olivier Tosseri RealAudioMP3
Appelée pontificale parce qu'elle est au service direct du Pape, cette institution est plus que jamais utile. "Il existe tant de peuples qui n'ont toujours pas connu le Christ, pour lesquels il faut trouver de nouveaux moyens pour que tout homme soit touché par la grâce et porté à Dieu... C'est une mission difficile mais, sous l'impulsion de l'Esprit, tellement enthousiasmante!... Savoir que la force d'évangéliser vient de Dieu et lui appartient nous donne courage. Nous sommes appelés à nous ouvrir toujours plus à l'action du Saint Esprit...afin d'être des instruments de la miséricorde divine, de la tendresse et de l'amour que Dieu porte à toute femme et à tout homme, avant tout aux plus pauvres, aux exclus et aux marginaux. C'est valable pour chaque fidèle comme pour l'Eglise entière. C'est fondamental et aucunement facultatif". Ayant rappelé que Paul VI leur a recommandé de ne jamais perdre leur dimension universelle, le Pape François a encouragé les OPM à poursuivre la tradition séculaire consistant à former et ouvrir les Eglises locales aux dimensions de la mission évangélisatrice. Les Oeuvres pontificales missionnaires doivent aussi être "un instrument d'éducation à l'esprit missionnaire universel et de meilleure communion et collaboration entre les communautés en vue d'annoncer l'Evangile au monde. Face aux tentations de se refermer sur leurs problèmes, il faut aider les Eglises locales à soutenir la Mission Ad Gentes, à témoigner prophétiquement...de sa mission universelle". Il a enfin invité ses hôtes à être très attentifs "aux jeunes Eglises qui vivent souvent dans un contexte de discrimination ou de persécution. Il faut les soutenir et les aider à témoigner de l'Evangile en paroles et en actes... Continuez donc votre généreux engagement auprès d'elles pour qu'elles assument bien leur part de responsabilité dans la mission universelle de l'Eglise".



Papa Francisco: "O problema não é sermos pecadores mas não deixarmo-nos transformar pelo amor de Cristo"



Ouça aqui... RealAudioMP3

O problema não é sermos pecadores mas não deixarmo-nos transformar pelo amor de Cristo. Esta a principal afirmação da homilia de hoje do Santo Padre na sua missa matinal. Colocou no centro da sua homilia a pergunta de Jesus a Pedro sobre se o ama. O Papa diz-nos que é um diálogo de amor entre o Senhor e o seu discípulo e repercorre a história dos encontros de Pedro com Jesus desde o primeiro vem e segue-me. Segundo o Santo Padre Pedro deixou-se modelar por Jesus nos muitos encontros ao longo dos tempos, feitos de dor e alegria, de risos e de lágrimas e até de vergonha pelos erros cometidos. Mas, as palavras de Jesus são: Pedro tu és Pedra, e depois lança-o na missão dizendo-lhe: ”apascenta as minhas ovelhas”. E Pedro era um simples pecador como nos recorda o Papa Francisco…

“Mas Pedro era pecador, mas não era corrupto, eh? Pecadores, sim, todos: Corruptos, não. Uma vez soube de um padre, um bom pároco que trabalhava bem; foi nomeado bispo, e ele tinha vergonha porque não se sentia digno, tinha um tormento espiritual. E foi ter com o confessor. O confessor ouviu-o e disse: Não te assustes. Se com todos aqueles pecados a Pedro fizeram-no Papa tu continua e vai em frente. É que o Senhor é assim. O Senhor é assim. O Senhor faz-nos amadurecer com os nossos encontros com Ele, mesmo com as nossas debilidades, quando as reconhecemos, com os nossos pecados…” (R.S.)